In Egitto nuovi tesori emergono dalle sabbie del deserto

In Egitto nuovi tesori emergono dalle sabbie del deserto. Il fascino dell’era dei faraoni continua a risplendere, in particolare dopo l’ennesima scoperta nella necropoli di Luxor. Ad El Assasif, 700 km a sud de Il Cairo, è stata infatti ritrovata la tomba di un sacerdote e di sua moglie.

Si tratterebbe di un sovrintendente templare il cui nome è Thaw-Irkhet-If.

L’uomo sovrintendeva alla mummificazione nel tempio di Mut, nel sito di Karnak, sempre a Luxor. Il ministro delle antichità Khaled el-Anani ha detto che la tomba contiene circa mille statuette “ushabti”, papiri, diversi dipinti colorati e molti altri tesori. La tomba risale all’era di Ramesside (1291-1080 avanti Cristo). All’interno della camera mortuaria, scoperta da un team di archeologi egiziani e francesi, sono stati rinvenuti anche geroglifici della dea Mut e del dio Amon.

Le macerie profonde 300 metri sono state rimosse per oltre cinque mesi per scoprire la tomba. Al suo interno, un soffitto colorato con dipinti raffiguranti il proprietario e la sua famiglia.

La necropoli di Luxor, situata tra la Valle delle Regine e quella dei Re, era destinata ai nobili e agli alti funzionari che, in vita, vivevano a stretto contatto con i faraoni.

Il turismo nei siti archeologici in Egitto, in particolare a Luxor, costituisce un’importante voce del bilancio egiziano. Tuttavia, aveva subito una battuta d’arresto dopo le violenze scoppiate nel 2011 che hanno portato alla fine del regime del presidente Hosni Mubarak. Quest’anno il settore turistico sembra di nuovo in ascesa, nonostante le autorità egiziane siano spesso accusate di lasciare i siti un po’ troppo alla mercè dell’incuria.