Avellino: nel cuore dell’Irpinia

Avellino, capoluogo di provincia della Campania, deve il suo toponimo all’antica Abellinum, città degli Irpini e colonia romana fin dall’età di Silla. Situata a poco più di 350 metri sul livello del mare è al centro di una conca. 

Circondata dai rilievi montuosi del Partenio e dei Picentini da cui scendono i fiumi Calore, Sele e Ofanto.

Il borgo antico, tipicamente medievale, sorge su un breve rialzo tra due torrenti del bacino del fiume Sabato ed è sovrastato da una magnifica cattedrale.

Il clima continentale ha favorito l’ estensione della città, oltre la vecchia cinta. Le stesse condizioni climatiche, hanno favorito l’insediamento dell’industria vinicola, che produce ottimi vini che possono gareggiare con le migliori cantine d’Europa. Tra i vini prodotti in questa zona ricordiamo: il Grego di Tufo, il Fiano di Avellino, l’Aglianico, il Taurasi etc.

Tutta la provincia, ha significativi tratti legati all’allevamento, grazie ai pascoli assai diffusi, di ovini e suini e dell’industria, tra i prodotti del sottosuolo, dello zolfo.

Le favorevoli condizioni agropedologiche della città di Avellino e del suo circondario permettono forme svariate di utilizzazione del suolo. Partendo dalla cosiddetta policoltura: cereali, ortaggi, vite, olivi, noccioli, castagni, legumi, patate, alberi da frutta etc., che conferisce al paesaggio avellinese un aspetto tipico e caratteristico.

Condizioni naturali che, legate negli ultimi tempi alla diffusione della cosiddetta “ospitalità rurale” stanno dando notevole impulso al settore agroalimentare, al commercio e al turismo.

Tra i monumenti da visitare c’è sicuramente il Duomo di Santa Maria Assunta e di San Modestino. A metà del XII secolo, tra il 1132 ed il 1166 il vescovo Roberto diede il via alla costruzione della cattedrale . Poi nel corso dei secoli la chiesa subì numerose modifiche restauri, soprattutto dopo il violento terremoto del 1980.

E poi ancora il Santuario di Montevergine, la cui origine risale alla consacrazione della prima chiesa nel lontano 1126.

La Torre dell’Orologio, è invece  simbolo di Avellino. Si tratta di un monumento in stile barocco che sovrasta la Piazza Amendola, dove si trova il Palazzo della Dogana, anche se la sua base è collocata dietro le palazzine che sporgono su tale Piazza, esattamente alla Salita dell’Orologio, nei pressi dell’ingresso delle Grotte longobarde.

Il castello di Avellino, di epoca Longobarda, fu eretto tra l’884 e l’896 dal gastaldo Adalfiero I. Fu dimora dei feudatari che nelle epoche successive governarono la città. Situato nell’omonima piazza e circondato dai fiumi Fenestrelle e Rio San Francesco, a differenza della maggior parte dei castelli, sorge nel punto più basso della città. La fortificazione, nel corso dei secoli, ha subito numerosi assedi e ha dato ospitalità a vari personaggi illustri tra cui gli imperatori Lotario ed Enrico VI. Nel 1130, tra le sale del castello, il papa Anacleto II incoronò il normanno Ruggiero, nominandolo re di Sicilia e Puglia. Nel 600 l’edificio venne trasformato in reggia e divenne dimora dei principi Caracciolo. Oggi di quella struttura rimangono però solo i ruderi.